Cosʼè il BDSM?

Cosʼè il BDSM?

Senza beneficiare di unʼampia copertura mediatica, le discussioni volte allʼappetito per lʼerotismo stravagante di tipo BDSM, sono del tutto emarginate pubblicamente, segno che a volte, nemmeno gli uomini grandi sono molto superiori rispetto ai bambini che hanno la convinzione che ciò che è ben nascosto, può giungere, gradualmente e miracolosamente, ad essere ridotto allʼinesistenza. Quando lʼargomento fa, comunque, la sua apparizione nelle pagine di editoria (scritte o on-line), sul banco delle notizie, nei programmi mirati al rating oppure nelle discussioni degli individui comuni, viene condito da tutti i tipi di stereotipi e pregiudizi, che li associano stupidamente con devianze, disturbi comportamentali o eccentricità. O magari anche con quel tipo di "follia" adeguata a trattamenti medici, a lunghe sessioni di terapia ed a meditazioni trascendentali praticate intensamente.

Le conoscenze della maggioranza sulle attività sessuali non convenzionali, ruotano dunque, intorno alla zona malfamata dei miti, che amplifica la nebbia e la confusione dei principianti in tutto il mondo, ed il ritratto robot nel quale vengono inquadrati senza diritto di appello i seguaci di questo stile di vita, è uno dei più oscuri, costumi di pelle nera e laccati, ossessione per il dolore, infanzia traumatizzata e frustrazioni bizzarre. 

I tentativi promossi al fine di aumentare la visibilità del fenomeno agli occhi della folla ignara, sono solo in certe situazioni in buona fede. Più esattamente, quando arrivano direttamente, da parte dei sostenitori ufficiali o informali della comunità interessata. Gli altri tentativi di esplorazione della problematica, iniziati dai mezzi di comunicazione di massa, sono subordinati ad un approccio ambiguo, spesso volgare e spettacoloso, del tipo ”panem et circenses”.

Per coloro che desiderano davvero informarsi, esistono per fortuna molte altre fonti oppure possibilità (siti, corsi, organizzazioni di specialità ecc.), incapaci però, da soli, di rivelazioni maggiori (qui interviene anche la capacità di ognuno di digerire il soggetto), ma sufficienti per poter offrire una comprensione dettagliata, su questioni di forma e di sostanza, difficilmente distinguibili a prima vista.

Il primo fronte verso il quale deve dirigersi la lotta di chiarificazione dei fenomeni determinati dalla sottocultura BDSM, è quello dellʼampliamento del significato del set di pratiche specifiche al di fuori dellʼidea superficiale, fissa e mediocre, secondo la quale tutto, nell'ambiente ”pericoloso”, si riassume ad atti di sado-masochismo, promossi ad ogni prezzo ed in ogni condizione, da parte dei desiderosi esaltati da relazioni con emozioni forti.

In realtà, lʼespressione si riferisce ad una gamma molto più ricca e sfumature di comportamenti così schematizzate: Bondage & Disciplins, Dominzione & Sottomissione, Sadismo & Masochismo (Nomi cristallizzati prevalentemente in inglese, anche se i tedeschi e i giapponesi manifestano un appetito molto più accentuato in questa direzione, ma gli usi di mediatizzazione su internet e il distacco della pronuncia in una lingua di "importazione", qualcosa di simile a "Gli americani sono colpevoli!", hanno imposto nel tempo, questa "regola"). Ognuno di loro ha una propria logica di gestione dellʼ interattività, con regole chiare, desideri e aspettative standardizzate (ma non creazioniste), che includono il concetto classico del ”dolore”, ma superandolo di gran lunga.    

La storia dello stretto legame tra le turbolenze sessuali non comuni e lʼetichetta di ”sadismo”, parte dal celebre Marquis de Sade, rinomato per le sue intime preferenze eccentriche, che lʼaristocratico refrattario alla legge ed alla morale non ha esitato a condividerle per iscritto con il grande pubblico.

Il suo ruolo nel "battesimo" dellʼerotismo anticonformista è dunque, definitorio, limitandosi tuttavia all'influenza etimologica, mentre, dal punto di vista della teoria e della pratica, le sue scappatelle  (espressioni dellʼistintualità individuale interessate esclusivamente alla gratificazione sessuale), si differenziano molto da ciò che oggi si intende, in modo plenario, per BDSM.

Il termine ”masochista”, molto popolare anche nella contemporaneità come quello di "sadico", è stato ispirato alla vita e all'opera dello scrittore austriaco Leopold von Sacher-Masoch (seguace convinto della posizione di subordinazione e di inferiorità, adottata spesso volontariamente anche nella sua vita familiare), utilizzato per la prima volta dallo psichiatra Richard von Krafft Ebing, nella pubblicazione Psychopathia Sexualis (1886). Lʼutilizzo dei due termini nel contesto psichiatrico, fu fatto anche da Sigmund Freud, cristalizzati dal suo collaboratore (Isidor Isaak Sadger), sugli studi sul mondo dell'omosessualità e dei feticci, unificando cosi i due termini in un "matrimonio" resistente fino ad oggi. Ma solo linguisticamente, non concettuale.

Iniziando dal XX secolo, grazie agli attivisti pro-liberalizzazione sessuale, la percezione del sado-masochismo è uscito poco a poco da sotto la tutela medica dove aveva vegetato fino a quel momento, per mancanza di opzioni. Lʼintenzione è stata, ovviamente, quella che con la ridenominazione e la riformazione dell'intera gamma di "procedure" meno comuni, sarebbe abbellita anche la reputazione sinistra di cui ”gode" nella società. Cosi, i sostenitori del BDSM che hanno promosso il nuovo nome (iniziando dal 1969), hanno inoltre cercato di creargli anche unʼaltra identità, attirando lʼattenzione sulle numerose metamorfosi che il fenomeno ha attraversato nel passato riflesse negli scritti storici o letterari, fino ad oggi.

Gli specialisti pongono gli inizi delle preoccupazioni per la sessualità senza censure sullo stesso gradino degli albori della civiltà umana. I primi documenti provengono dall'antichità, gli storici rivelano la propensione dei nostri antenati in relazione ai ruoli amorosi insoliti, praticati anche in un contesto religioso, come per esempio, il caso degli assiro-babilonesi, che veneravano le loro dee favorite, Ishtar (detentrice, tra le altre cose, degli ”attributi” nel campo della fertilità, dellʼamore e della guerra), integrando senza intralci e veli, comportamenti sessuali piccanti nella stessa attività rituale.

Eventi simili, dedicati principalmente a scene di flagellazione, si incontravano anche in Sparta o Roma, lavori di famosi storici, come Giovenale e Petronio, hanno lasciato testimonianza in questo senso. Ma al di là dei riferimenti frammentari specifici delle fonti esposte, ci sono anche una serie di informazioni molto più consistenti, come quelle ritrovate nel ”manuale” induista, Kama Sutra, che offre ad esempio unʼimmagine molto eloquente su quelle parti del corpo che possono essere colpite durante lʼatto sessuale, come eseguire questi colpi, quali misure di sicurezza debbano essere considerate per ridurre i rischi indesiderati e qualʼè lʼimportanza dellʼaccordo dei partecipanti, espresso in relazione agli atti perseguiti (principi quasi unanimi con lʼinterpretazione attuale dellʼ erotismo ”duro”).

La letteratura inglese contiene anchʼessa indizi su determinate caratteristiche nell'area BDSM, che non erano per niente sconosciute nei secoli XVI-XVIII, anzi al contrario: gli epigrammi del poeta John Davies, parlano della professione di ”Padrona” (1590), ed il romanziere John Cleland (Fanny Hill-1749), espone privo di discrezione, episdi di flagellazione eseguiti su piano sessuale.

Il passato nasconde sicuramente, molte più situazioni di quelle descritte nei testi di narrativa, religiosi o attraverso qualsiasi altra prova materiale che ne attesta la loro incontestabile esistenza. E, anche se a molti piace scaricare sulla modernità tutto ciò che non è in conformità con un sistema di pensiero normativo e conservatore (come se tutti i  ”mali” del mondo fossero giunti insieme alla rivoluzione industriale, alla televisione oppure internet), la realtà è che anche nelle società precedenti, le persone si abbandonavano a tutti i tipi di sensazioni al limite, investendo con valenza fra le loro opzioni più varie (specialmente) sessuali. La responsabilità della modernità è semplicemente quella di portare alla luce (attraverso i suoi molteplici mezzi di comunicazione di massa), uno stato di fatto gia esistente, riconsiderandolo filosofia, collocando motivazioni ed effetti in un quadro un pò più generoso delle libertà personali o di gruppo e privandolo di quellʼ aura di sensazionalismo greggio di cui è di solito vestito.

La demarcazione dellʼintera storia BDSM, in una forma preventiva attraverso la quale viene oggi definita, è iniziata nel XX secolo, con l'espansione dellʼindustria porno, ricettiva all'inclusione nelle sue produzioni fotografiche e cinematografiche delle immagini, rispettivamente scene di natura sessuale "inusuale" (le prime di queste creazioni risalgono al periodo 1950-1960, è furono firmate da Irving Kalwa).

Un contributo significativo alla cristallizzazione della sottocultura lʼha portato anche la collettività "Gay Leather" (un riassunto di gruppi, gruppetti, club e organizzazioni, apparsi dopo la seconda guerra mondiale, che aprivano le loro liste generose di aderenti, a tutte le donne e gli uomini omosessuali interessati ad assumersi oppure militare per uno stile di vita alternativo). Questo diventò, ulteriormente, lʼambiente in cui anche i seguaci dellʼerotismo basato sulla dominazione o sottomissione trovarono il loro posto, costituendo allo stesso tempo, il trampolino di lancio dei propri mezzi di espressione.

Di aiuto, verso il raggiungimento del desiderio proposto (vale a dire promozione), lo è stato anche lo sviluppo dei servizi Internet, che nel tempo, ha permesso a tutti coloro appassionati  dellʼargomento, di socializzare virtualmente con persone della stessa fattura, scambiare conoscenze ed impressioni, paure ed agitazioni, dilemmi e soluzioni per i problemi che per loro suscitano interesse. Contemporaneamente, grazie alle molteplici possibilità offerte dallo spazio virtuale, sono stati messi a disposizione delle persone comuni, i frutti di quello che più tardi sarebbe diventato un business altamente redditizio, e cioè: il commercio di giocattoli ed accessori sessuali "tranquilli", ma anche quelli adatti per incontri atipici (frustini, manette, abbigliamento confezionato in pelle o lattice etc.).

Siccome i destinatari di questi prodotti ”pericolosi” non si identificano esclusivamente con la comunità gay oppure bisessuale, nemmeno con quella esclusivamente eterosessuale, sono stati reclutati i consumatori di tutte le "aree", abrogandosi così il segno uguale fissato all'inizio, tra gli omosessuali di Gay Leather e fans irriducibili della comunità BDSM. Questi ultimi si sono rialzati, piano piano sulle proprie gambe, diventando autonomi di se stessi (rappresentanti di ideologie e filosofie indipendenti che catturano, sempre più lʼattenzione delle persone curiose). Ma non sempre in modo positivo, anzi.

Il termine con il quale le pratiche BDSM vengono assimilate in generale, è: dolore. Nella maggior parte dei casi, citare queste preferenze sessuali, evoca per "il popolo" l'immagine brulla di aggressività, giochi di maturi, esacerbati, in cui il sesso viene intrecciato alla paura, alla durezza o alla punizione, provocando in modo paradossale ai protagonisti, un piacere macabro e perverso. Non per nulla in queste condizioni, gli appassionati del sesso estremo sono considerati degli individui in contraddizione con la normalità, a cui non farebbe affatto male una visita periodica dallo psichiatra o una nuova valutazione urgente delle nozioni sull'amore e lʼeros, ovviamente in direzione dell'adeguamento alla visualizzazione standard (appartenente ai mass media, naturalmente). Ciò che sfugge, però, di vista ai profani, è il fatto che lo scopo supremo di coloro che si allontanano dal modello delle relazioni ”normali” non è lʼottenimento ad ogni prezzo del dolore, bensi lo scambio di potere realizzato tra i partner (disuguaglianza di ruoli grazie al quale ad uno è permesso il pieno controllo, ed allʼaltro lʼobbedienza; ad uno la funzione di  ”decidere”, allʼaltro la funzione di ”eseguire”).

Il frustino, la sferza, le manette o al contrario, oggetti ordinari di uso domestico, investiti della funzione erotica, schiaffi, pizzicotti e altre cose simili, sono solo ”semplici” strumenti e metodi utilizzati per materializzare in qualche modo ”lo scambio di autorità”, per dare voce alle necessità interiori dei partecipanti (quella di dominare o di sottomettersi completamente, allorquando amano in maniera intensa e incondizionata).

Inoltre, l'intera dinamica dello schieramento di "forze" è modellata da queste due azioni che polarizzano i ruoli assunti (dominazione e sottomissione), in modo che uno dei partner diventa Dominante, lʼaltro Sottomesso. I termini non sono, tuttavia, sempre intercambiabili, lʼetichetta di Dominante/ Sottomesso è correlata in particolare, al fatto di comportarsi attivamente o passivamente nellʼambito della relazione, indifferentemente dalla gerarchia stabilita.

Anche se la preferenza per una delle due "posizioni", non dipende da fattori come la disposizione mattutina, lʼumore del giorno oppure la tonacità della sera di coloro che ne sono coinvolti, ma è stabile nel tempo e nello spazio, in accordo con un potenziale valorizzato spesso unilateralmente, ci sono anche situazioni in cui i ruoli possono essere invertiti (il Dominante diventa Sottomesso e viceversa). La motivazione del cambiamento tiene conto sia della sperimentazione (desiderio di mettersi nei panni dellʼaltro), sia del piacere della differenza, allorquando entrambi i partner sono o sottomessi o dominanti e vogliono regalarsi reciprocamente la possibilità di gustare "piaceri colpevoli" secondo il proprio modo di essere.

Per quanto rischioso e irresponsabile potrebbe sembrare a prima vista questo tipo di approccio, coloro che lo sperimentano nelle loro vite, non agiscono semplicemente ad orecchio, ma operano nel rispetto di alcuni principi molto chiari, caratterizzati da una complessità che sembra essere staccata da un prezioso corso universitario, dalla cui scrupolosa osservanza dipende lʼintera sorte dello "studente" coinvolto. Azzardare su questo tipo di terreno per nulla nitido e banale, può rivelarsi inproduttivo, addirittura dannoso, nel momento in cui avviene senza una precedente preparazione teoretica, capace di lasciare un gusto estremamente amaro a colui che commette lʼimprudenza di bramare per qualcosa che non è ancora adeguatamente istruito.